polemica insegnamento religione cattolica e concorso
polemica insegnamento religione cattolica e concorso

Ancora polemica sul concorso straordinario di Religione Cattolica. Continua infatti il malcontento da parte di chi ritiene questa procedura non meritocratica. Di recente già Orazio Ruscica, segretario nazionale Snadir, aveva risposto a Repubblica che aveva definito questo concorso una ‘sanatoria. Ora nella querelle si è inserita anche l’UAAR, Unione Atei Agnostici Razionalisti, parlando di procedura selettiva ‘clientelare’.

Il concorso straordinario di religione cattolica alimenta nuove polemiche

Tra Snadir e UAAR si è assistito ad un botta e risposta sull’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e sul concorso che dopo 20 anni sarà bandito entro febbraio. In merito in particolare a quest’ultimo punto Roberto Grendene, segretario nazionale UAAR ha dichiarato a Fanpage: “Il concorso è una farsa. Si presenta una letterina a firma del vescovo, il quale attesta i requisiti del docente che sono validi per la Chiesa, ad esempio che l’insegnante non sia unito civilmente o favorevole all’aborto, e si può accedere alle prove. È incredibile che, in Italia, chi nella vita privata assume scelta contraria alla morale cattolica non possa accedere ad un posto pubblico sulla base della decisione di un’autorità esterna. Il concorso è un ulteriore tassello di deriva clericale che è iniziato con governi di altro colore: stiamo assumendo a tempo indeterminato insegnanti raccomandati dal vescovo al posto di precari di altre materie che non hanno la fortuna di avere amicizie in diocesi”.

Ruscica, sempre a Fanpage, in risposta a Grendene che aveva parlato di crescente disaffezione delle persone, e in particolare degli studenti, rispetto alla religione cattolica, si è così espresso: “L’UAAR dovrebbe passare da una visione ottocentesca dell’insegnamento della religione ad una visione più progressista: l’insegnamento del fenomeno religioso è importante nella società e devono rendersene conto. Piuttosto, li inviterei ad impegnarsi di più affinché in Italia ci sia una alternativa valida all’insegnamento della religione, che non è catechismo, lo ricordo sempre. Gli studenti che non scelgono la religione cattolica sono impegnati in attività estemporanee o escono da scuola. Questo non è corretto nei loro confronti”.