Nuovi percorsi abilitanti all'insegnamento
Nuovi percorsi abilitanti all'insegnamento

Percorsi abilitanti da 30 CFU, la questione riguardante i docenti cosiddetti ‘ingabbiati‘ assume sempre più importanza ogni giorno che passa, in considerazione del ritardo relativo all’avvio dei percorsi abilitanti. La prossima settimana, il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrebbe pubblicare il decreto di accreditamento per consentire finalmente la pubblicazione dei bandi da parte delle Università e delle Istituzioni AFAM ma siamo già abbondantemente al di là delle tempistiche previste inizialmente. I docenti ‘ingabbiati’, per questo motivo, sollecitano ‘una prossima emanazione dei percorsi, in maniera tale da consentire l’inserimento con riserva delle abilitazioni nelle procedure annuali di mobilità. Inoltre è assolutamente necessario acquisire i titoli abilitanti da poter utilizzare nel prossimo Decreto di apertura delle GPS‘.

Docenti ‘ingabbiati’ sollecitano l’avvio urgente dei percorsi abilitanti da 30 CFU

I docenti di ruolo ‘Ingabbiati’ del  gruppo Facebookdocenti di ruolo ingabbiati di ogni ordine e grado per i percorsi abilitanti”, coordinato dai docenti Stefano Della Posta e Rocco Zappia, hanno chiesto ai sindacati di sollecitare il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Università a definire con esattezza il nuovo timeline di tutti i percorsi abilitanti all’insegnamento, inclusi i percorsi da 30 CFU riservati ai docenti già abilitati o specializzati su sostegno.

I docenti di ruolo ‘Ingabbiati’ ricordano che i percorsi da 30 CFU per i docenti già abilitati o specializzati sul sostegno, come da normativa approvata, dovranno possedere le seguenti caratteristiche: accesso in sovrannumero rispetto al fabbisogno calcolato dal Ministero; dovranno essere erogati integralmente in modalità online sincrona e senza che sia previsto il tirocinio diretto.

Viene chiesto, inoltre, di consentire a tutti di poter fruire delle lezioni sincrone online, sottolineando l’importanza che i corsi vengano espletati nei giorni non coincidenti con le attività didattiche: tutto ciò in considerazione del difforme comportamento degli USR circa l’accesso al diritto allo studio e tenendo presente che il contingente stabilito è molto inferiore rispetto alla platea dei docenti che si iscriveranno ai corsi abilitanti.