Cattedre miste sostegno
Cattedre miste sostegno

Sostegno, una delle questioni più dibattute negli ultimi mesi è quella riguardante la ‘cattedra mista sostegno‘: in pratica, per il docente curriculare, si tratterebbe della possibilità di passare alcune ore sulla cattedra di sostegno e le altre sulla propria disciplina. A prescindere dai problemi organizzativi che una proposta del genere comporterebbe, c’è il sospetto che tutto ciò possa rappresentare l’ennesimo stratagemma per risparmiare sugli organici.

Cattedre miste sostegno, UIL Scuola: ‘La collaborazione tra docente di sostegno e curriculare esiste già’

‘La collaborazione dei docenti di sostegno con quelli della materia esiste già – ha dichiarato il Segretario Generale di UIL Scuola, Giuseppe D’Aprile – non c’è bisogno di inventarsi cattedre miste, con una parte dell’orario di servizio su posto disciplinare e una parte su posto di sostegno. A risentirne sarebbe sicuramente la qualità dell’insegnamento. La compresenza fra i due insegnanti è il vero successo formativo per l’alunno con disabilità e non ci può essere interscambiabilità’.
UIl Scuola sospetta che le cattedre miste sostegno rappresentino l’ennesimo stratagemma per risparmiare sugli organici. Invece, è urgente e necessario procedere alla specializzazione di un maggior numero di docenti per riuscire a coprire i circa 100mila posti vacanti, assicurando in tal modo la continuità didattica agli studenti con disabilità.

Bisogna abolire il numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari

‘È indispensabile abolire il numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari, come sosteniamo da tempo, e stabilire un collegamento tra il numero di posti disponibili e il reale fabbisogno a livello nazionale. Le 21.000 ammissioni ai corsi universitari di specializzazione, tra l’altro situati in luoghi geograficamente non funzionali alle reali esigenze dei territori, costituiscono un fabbisogno che non corrisponde adeguatamente alle necessità dell’intero Paese. Al contempo – spiega D’Aprile – è essenziale intervenire sulla composizione effettiva del personale: un posto di sostegno, rimasto tale fino al 30 giugno per due o più anni, dovrebbe necessariamente essere convertito al 31 agosto’.

Il nostro sistema di inclusione è un esempio, perché modificarlo?

‘Il nostro sistema di inclusione è un esempio per gli altri paesi europei che si recano in Italia per studiare il nostro modello di inclusione – ha sottolineato Giuseppe D’Aprile – In Europa, paesi come Germania, Danimarca, Francia e Inghilterra, esistono ancora le classi differenziali. In Italia questo non succede da circa 50 anni. Il modello italiano di inclusione è un esempio per gli altri paesi, perché modificarlo? – si domanda il Segretario Generale della UIL Scuola – Dell’idea delle cattedre miste non se ne sente il bisogno’.