abilitazione docenti
abilitazione docenti

Arrivano segnali positivi sul fronte dei costi dei percorsi abilitanti. Sembra infatti esserci sempre più l’interesse da parte degli atenei di voler stare al di sotto del tetto massimo fissato dal DPCM che disciplina la nuova abilitazione prevista per i docenti della scuola secondaria. E un parametro che potrà essere preso a riferimento sarà quello dell’ISEE, in base al quale si cercherà di andare incontro ai meno abbienti. Facciamo dunque il punto della situazione.

Costi inferiori ai massimali per le università di Bologna, Padova e Pisa

Ad oggi le università che hanno scelto la strada del contenimento dei costi dei percorsi abilitanti sono quelle di Bologna, Padova e Pisa. Nello specifico per quanto riguarda l’Università di Bologna ogni studente pagherà una prima rata fissa (1200 euro per 60 CFU e 950 per 30 CFU), mentre la seconda rata sarà calcolata in base all’ISEE, coprendo il 50% del costo totale. L’ateneo ha inoltre approvato l’esenzione per gli studenti con disabilità. L’Università di Pisa ha previsto un costo di iscrizione pari a 1.600 euro (comprensivo del contributo per la domanda di partecipazione al percorso) per il percorso da 30 cfu e pari a 2.000 euro (comprensivo del contributo per la domanda di partecipazione al percorso) per il percorso da 60 cfu. Quanto all’Università di Padova questa ha previsto per il percorso da 60 CFU un costo di 2.300 euro e per quello da 30 cfu 1800 euro. La lista degli atenei ‘sensibili’ ai costi potrebbe comunque essere destinata ad allungarsi nelle prossime settimane. Con la pubblicazione dei bandi potrebbero comparire ulteriori sorprese in termini di tariffe flessibili.

Soddisfatto il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, che puntava su un alto numero di accreditamenti tra università statali e non statali (così da sviluppare più concorrenza), sull’estensione delle lezioni online e sulla previsione di un tetto al costo dei corsi senza definire tariffe fisse, per lasciare spazio a riduzioni anche consistenti.