Concorsi docenti
Concorsi docenti

Concorsi scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso noti, nelle ultime ore, i numeri riguardanti la presentazione delle domande per i prossimi concorsi, suddivisi per regioni e classi di concorso. I numeri evidenziano come le possibilità di poter ottenere il ruolo è estremamente variabile, a seconda della regione, del ciclo scolastico e della tipologia di posto.

Concorsi scuola, 553.181 domande per 45mila posti circa: numeri improponibili e disparità tra Nord e Sud

Il sindacato Anief, analizzando i numeri diffusi dal MIM, sottolinea come le 553.181 domande presentate dai candidati per soli 45mila posti presentino delle evidenti disparità tra i vari gradi di insegnamento. Per la scuola dell’infanzia, si calcola che un candidato su 49 potrà ottenere la cattedra mentre nelle scuole superiori ci saranno più possibilità per i partecipanti ai concorsi riguardanti le discipline STEM. La situazione non è affatto rosea per il sostegno, dove il numero di domande pervenute supera ampiamente il numero di posti disponibili.

Quiz commentati per la prova scritta del concorso scuola: raccolta di quesiti su tutto il programma.

La Lombardia, la Campania, il Lazio e la Sicilia sono le regioni dove ci sarà la maggiore competizione tra i candidati. Anief, poi, sottolinea come si siano confermate le disparità regionali: il Sud Italia, infatti, presenta un numero di domande decisamente superiore rispetto a quelle presentate al Nord, con le eccezioni rappresentate dalla Lombardia e dalla Campania. 

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Anief rilancia il doppio reclutamento

Partendo da questo presupposto, Anief sottolinea l’esigenza di cambiare rotta, riformando le attuali politiche di reclutamento con la soluzione rappresentata dal doppio canale che faciliterà l’assunzione dei personale docente già inserito nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, aggiunge al doppio canale di reclutamento anche la questione riguardante il riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero. L’obiettivo è quello di garantire una distribuzione più equa delle opportunità di insegnamento.