L’Europa accoglie la petizione contro il divieto di supplenze

La petizione contro il divieto di supplenze oltre i 36 mesi

All’Europa è giunta un’altra petizione da parte dei docenti precari contro il divieto di supplenze. La norma contenuta nel comma 131 che istituisce il limite di 36 mesi per le supplenze non piace. Istituita dal governo Renzi per evitare le sanzioni della Corte, rappresenta una spada di Damocle intollerabile sulla testa dei precari delle Graduatorie di Istituto. Da molti giudicata incostituzionale, essa viola il principio di non discriminazione tra lavoratori secondo le norme comunitarie. La bella notizia è che è stata approvata dopo essere stata vagliata dalla UE.

L’EUROPA AMMETTE LA PETIZIONE CONTRO IL DIVIETO DI SUPPLENZE OLTRE I 36 MESI

Costituisce motivo di grande soddisfazione per chi la ha proposta ( il CNT – Coordinamento Nazionale Tfa) il successo ottenuto. Nel diramare la nota, il CNT condivide questa novità con tutti i colleghi precari delle graduatorie di istituto. Palpabile anche la soddisfazione di Silvia Chimienti che con un post pubblico sulla sua bacheca fb ringrazia il coordinatore, Prof. Alessandro Viti. Ancora una volta dunque l’Europa sarà chiamata a correggere le storture dell’ordinamento italiano. La petizione per firmare per eliminare il divieto di supplenze è in rete.

COME FARE PER SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE

Sono invitati tutti i precari a registrarsi sul portale a cui si accede cliccando su questa riga. In questo modo sarà possibile sottoscrivere la petizione n. 0024/2016, cercandola col motore di ricerca interno. Per chi volesse ulteriori chiarimenti e/o informazioni basterà contattare il CNT alla casella di posta elettronica abilitati.tfa@gmail.com . Necessita la più ampia adesione possibile per dare visibilità all’iniziativa e sensibilizzare una opinione pubblica tenuta all’oscuro dai media tradizionali.

IMPERDONABILE DIMENTICANZA

Il PD studia e lavora ad un transitorio per “facilitare” l’immissione in ruolo dei precari ma omette di cassare il divieto. Ricordiamo infatti che questo sta già decorrendo dal 1 settembre 2016 e se non venisse rimosso sarebbero in tanti a non poter nemmeno accedere alla nuova formazione. Una dimenticanza che pesa come un macigno sulla credibilità di un partito che ha devastato la scuola con la sua riforma scolastica.

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