Legge 104, Valeria Fedeli: «Quest'anno combatteremo abusi Legge 104»
Legge 104, Valeria Fedeli: «Quest'anno combatteremo abusi Legge 104»

Da tempo si discute degli abusi che si compiono da chi usufruisce della Legge 104. Da tutte le parti degli schieramenti politici si sente spesso parlare di maggiori controlli verso coloro i quali usufruiscono delle tutele offerte da questa legge. Tuttavia, ancora oggi tali abusi esistono, in larga misura al centro sud. Bisogna registrare il fatto che nessuno, nonostante i buoni propositi, è stato in grado di risolvere definitivamente il problema in discussione.

La ministra Valeria Fedeli diventa paladina della giustizia contro gli abusi della Legge 104

A quanto pare, a proporsi come valida paladina della giustizia (in carne ed ossa), dall’alto della sua esperienza di ex sindacalista, è stata la ministra della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli in persona. Si, proprio lei. Oggi in occasione della conferenza programmatica che il Pd sta tenendo presso il museo di Pietrarsa ha annunciato la sua personale battaglia contro i furbetti della legge 104. Sostiene con convinzione e dichiara il suo personale impegno per combattere, a partire da quest’anno, i gravi abusi che si compiono quotidianamente ai danni di quei lavoratori che hanno realmente bisogno di dare assistenza ai loro parenti.

Anche quest’anno un vero e proprio esercito di insegnanti sono stati ‘scavalcati’ da coloro i quali vantavano il diritto della Legge 104. Tanti, per esempio, hanno dovuto loro malgrado completare il proprio orario didattico presso scuole distanti anche 65 km dalla sede di titolarità perché tutti gli spezzoni d’orario presenti nelle sedi vicine erano già stati occupati dai colleghi in possesso della Legge 104.

Le dichiarazioni della ministra Fedeli a proposito della battaglia contro l’abuso della Legge 104

Fatta questa doverosa premessa, passiamo alla notizia. Stamane la ministra Valeria Fedeli annuncia un vero e proprio cambio di rotta (l’ennesimo per la verità) a proposito della Legge 104, dichiarando: «Chi ha diritto effettivamente alla legge 104 è giusto che ce l’abbia. Ma noi siamo, in questo anno scolastico, per combattere tutti gli abusi di chi abusa della legge 104, perché altrimenti chi ne ha diritto viene penalizzato».

Complimenti per l’analisi profonda e raffinata della ministra e dei suoi altrettanto buoni propositi. Si tratta solo di ottimi auspici o fa davvero sul serio? Le dichiarazioni della ministra, dal palco della conferenza programmatica Pd, lascia tutti i presenti con la bocca spalancata…. Purtroppo, spiace a dirlo, quelle stesse frasi non fanno breccia nei cuori di nessuno da molto tempo. Intanto ci si chiede: con quali mezzi e con quali norme la numero uno del Miur riuscirà a debellare definitivamente gli abusi della Legge 104? Noi una piccola idea ce la siamo fatta e vogliamo spiegarla brevemente.

Il perché degli abusi della Legge 104? Si vadano a leggere le dichiarazioni di rinuncia dei parenti delle persone bisognose di cure. Si scopre un mondo di fesserie… 

Prendiamo in considerazione il lavoratore medio che richiede la famosa Legge 104 e  prendiamo in considerazione il nucleo familiare a cui appartiene. Mettiamo per esempio una famiglia composta da cinque persone (compreso il componente bisognoso di cure e di assistenza). Capita spesso che solo uno dei componenti della famiglia sia il fittizio fruitore della legge in questione. Guarda caso il fortunato è, nel 100% dei casi, l’unico a lavorare nel pubblico impiego. Gli altri componenti, viceversa, nel 100% dei casi, pur essendo disoccupati non assisteranno mai, almeno ufficialmente, il parente malato o bisognoso di cure. La cosa assurda che sfocia quasi in un racconto pirallendiano è che gli altri componenti del nucleo familiare, nonostante siano disoccupati, dichiarano la loro indisponibilità all’assistenza del proprio familiare attraverso una dichiarazione di rinuncia i cui contenuti sono a dir poco raccapriccianti. Ma si sono mai lette le dichiarazioni di rinuncia all’assistenza di un parente malato? Noi le abbiamo visionate: si tratta di un vero e proprio repertorio di canovaccio teatrale che lascia molto amaro in bocca. Noi consigliamo a chi di dovere di andare a visionare tutte le dichiarazioni anzidette.

Purtroppo, leggendo quelle dichiarazioni si scopriranno tante cose strane.

Quello che fa riflette più di tutto sono le evidenti e palesi falsità contenute in molte di quelle dichiarazioni di rinuncia all’assistenza dei familiari malati: c’è chi sviene alla visione di una siringa o di un ago, c’è chi si sente male alla visione del sangue e così via.

Le motivazioni sembrano delle vere e proprie sceneggiature cinematografiche, dei romanzi popolari in cui i malati immaginari sembrano quasi gli stessi firmatari di quelle dichiarazioni che non i malati a cui si deve dare assistenza. Nonostante questa riflessione, fondata su facili constatazioni, dobbiamo arrenderci difronte al diritto di ciascun lavoratore e dinanzi ai processi alle intenzioni che non è corretto fare in maniera indiscriminata.

Gli abusi sulla Legge 104 sono garantiti dallo strapotere dei sindacati

La colpa di tutto questo perbenismo, delle falsità istituzionalizzate e degli abusi costruiti ad arte, purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. I mali di tutto questo disfacimento possono solo spiegarsi nell’abuso del potere contrattuale che hanno avuto in passato e che hanno ancora adesso molti sindacati, i quali hanno costruito ad hoc una serie di tutele ad una legge che avrebbe dovuto tutelare il diritto di tutti i lavoratori ma che di fatto ha finito per svantaggiare molti degli stessi.

Quando in una famiglia ci sono due o tre individui disoccupati, non sarebbe stato meglio garantire loro una retribuzione e un impiego sociale, considerato anche che il paziente da assistere era anche un loro parente? Riteniamo inoltre che sia giusto rivedere le regole contenute nella Legge 104 con particolare riguardo agli aspetti sinora illustrati. Nel contempo, ci auguriamo che la ministra Valeria Fedeli, in questo specifico caso, svesta i panni della ex sindacalista per occuparsi seriamente e fattivamente del nocumento che le attuali regole contenute nella Legge 104 stiano procurando a molti onesti e solerti lavoratori italiani.

Link all’articolo del Messaggero.it