Scuola, insegnanti presi a manganellate: ecco il potere che taglia la democrazia

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Scuola, insegnanti presi a manganellate: il potere che taglia la democrazia

Il responsabile nazionale scuola del PCI, Luca Cangemi, ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito a quanto accaduto ieri a Roma in occasione dello sciopero della scuola organizzato dai sindacati di base COBAS, USB e UNICOBAS.

Scuola, Cangemi (PCI): ‘Manganellate sugli insegnanti fatto gravissimo’

‘Le manganellate sugli insegnanti a Roma durante lo sciopero dei sindacati di base sono un fatto gravissimo, anche simbolicamente: la scuola, cioè il canale essenziale di trasmissione della cultura del paese, è aggredita in modo violento e ottuso. Si tratta dell’ennesimo, pesante, segnale del clima repressivo che le classi dominanti vogliono imporre per gestire una fase sociale che vede manifestarsi il fallimento delle politiche antipopolari – ha proseguito Cangemi che ha sottolineato, tra l’altro, che si tratto di un ‘atteggiamento autoritario che, del resto, ha lo stesso segno dei contenuti della controriforma renziana che verticalizza il potere e taglia la democrazia nella scuola.
Di fronte a questa situazione inaccettabile esprimiamo la massima solidarietà ai docenti colpiti e raddoppiamo l’impegno affinché tra i lavoratori e le lavoratrici dell’istruzione, tra gli studenti cresca la mobilitazione – ha concluso il responsabile nazionale scuola del PCI.

Bernocchi, COBAS: ‘Disgustoso comportamento della questura’

Ricordiamo che Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS, ha parlato di ‘disgustoso comportamento della questura e dei poliziotti sul campo: a Roma, davanti al MIUR, con motivazioni grottesche, ai manifestanti che dovevano, come consuetudine, trasferirsi dal MIUR al Parlamento è stato prima impedito il corteo, pretendendo dittatorialmente che venissero tolte tutte le bandiere, gli striscioni, le pettorine e addirittura i cappelli con la sigla COBAS, e che ci si spostasse sui marciapiedi a piccoli gruppi di 10 persone. E poi, di fronte al rifiuto di tali umilianti procedure, i dirigenti di piazza hanno lasciato scatenare alcune decine di energumeni che, con comportamento teppistico, caschi in testa e manganelli, hanno stoltamente caricato docenti ed ATA inermi, ferendo seriamente Davide e Simone, lavoratori e militanti COBAS, ricoverati ora in osservazione in ospedale, oltre ad un’altra dozzina di contusi. Non sappiamo se questa aberrante decisione sia stata partorita dal neo“sbirro in capo” Minniti, tanto apprezzato anche da fascisti e leghisti o sia una decisione autonoma della questura romana. In ogni caso la prendiamo per quel che è, una dichiarazione di guerra nei confronti dei lavoratori/trici della scuola che non resterà senza conseguenze.’