Valore abilitante del diploma magistrale: una testimonianza storica

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Diploma magistrale e valore abilitante

Il diploma magistrale ed il suo valore abilitante sono stati oggetto di confronto tra i docenti della scuola primaria e dell’infanzia. A tratti il confronto è divenuto anche scontro tra due categorie: da un lato i laureati in Scienze della Formazione Primaria e dall’altro i diplomati magistrali ante 2001/2002. Ma sul valore abilitante del diploma magistrale non può esservi dubbio alcuno. Oltre alla plurimenzionata sentenza del Consiglio di Stato del 2015 esiste una testimonianza storica inoppugnabile costituita dalla risposta dell’allora ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer in risposta ad una lettera inoltrata da un docente. La missiva è datata 3 marzo 1997 e di seguito ne illustriamo il contenuto giunto alla nostra redazione. La stessa è scaricabile nell’allegato in fondo a questo articolo.

La risposta del Ministro Luigi Berlinguer

Egregio signor albanese virgola in relazione alla sua lettera del 17 febbraio 1997 con la quale chiede chiarimenti in merito al D.P.R. 471 del 31 luglio 1996, concernente l’ordinamento didattico del corso di laurea in scienze dell’informazione primaria, La informo che questa amministrazione sta predisponendo le norme transitorie, previste dall’art.3 comma 8, della legge 19 novembre 1990, n. 341, per il necessario raccordo tra il vecchio sistema di reclutamento e il nuovo sistema di formazione universitaria. le assicuro comunque che i diplomi di scuola e di istituto magistrale conseguiti fino ad una data predeterminata – probabilmente riguardanti i corsi che inizieranno nell’anno scolastico 1997-98- conserveranno per sempre il valore abilitante e consentiranno comunque di accedere all’insegnamento.

Le invio cordiali saluti.

Luigi Berlinguer

La condotta omertosa

Il Miur conosceva alla perfezione il valore abilitante del diploma magistrale sin da prima che la legge cambiasse nel 2002 istituendo l’obbligo di fare un concorso per accedere all’insegnamento. Sotto accusa dunque finisce la condotta omertosa che a parere di molti interessati dovrebbe essere passibile, oltre che di immediato inserimento nelle Gae, anche di un congruo risarcimento per la perdita di occasioni lavorative.

La risposta di Berlinguer