Diplomati magistrali: si all’equiparazione del punteggio delle abilitazioni

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Diplomati magistrali: si all'equiparazione del punteggio delle abilitazioni

I diplomati magistrali hanno spesso invocato l’equiparazione del punteggio di abilitazione con la laurea in Scienze della Formazione Primaria nella tabella di valutazione dei titoli. Fino a qualche mese fa era semplice utopia immaginare di poter ottenere un risultato del genere. Ma la giustizia amministrativa, intervenuta ancora una volta a bacchettare il comportamento dell’amministrazione che male interpreta le disposizioni del legislatore, restituisce vigore ad un teorema giuridico essenziale qual è quello dell’equiparazione del punteggio nella tabella di valutazione dei titoli tra diplomati magistrali e laureati in Scienze della Formazione Primaria. Lo fa in accoglimento di un ricorso recante il NUMERO AFFARE 00666/2017 in adunanza di seconda sezione il cui contenuto integrale è disponibile cliccando qui.

Il ricorso

Una norma di rango secondario non può mai confliggere con una di rango primario. Forte di questa convinzione un diplomato magistrale ha presentato un ricorso al Capo dello Stato dolendosi dell’ampio divario di punteggio prodotto dal bonus aggiuntivo disposto dal Miur. Per gli abilitati a seguito di laurea si prevede infatti l’attribuzione, a seconda della durata quadriennale o quinquennale del corso, di 48 o 60 punti aggiuntivi. Di fatto l’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto viene reso del tutto inutile da questa differenza.

Invasione di campo

La II sezione del CDS ha censurato il comportamento dell’amministrazione che, confondeva l’obiettivo, con lo strumento per conseguirlo, finrndo per avocare ad una fonte non propria (il regolamento ministeriale) un ambito contenutistico del tutto estraneo alle potenzialità conferitegli con la delega. Il Miur in sostanza, pur se nell’esigenza di creare diversi livelli di valore tra tipologie di titolo di studio, con l’attribuzione del punteggio aggiuntivo, o bonus che dir si voglia, ha finito col rendere vano l’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto dei diplomati magistrali. La conclusione del CDS è contenuta nella formula di rito recante l’acronimo (P.Q.M.). ‘Esprime il parere che il ricorso debba essere accolto nei sensi di cui in motivazione’.

Cosa accadrà adesso

La conseguenza di questo pronunciamento si traduce nella necessità di far uscire un D.P.R., prima del prossimo aggiornamento delle Gae previsto per la prossima primavera, che imponga la modifica di quella parte delle tabelle di valutazione in cui compare questa disparità di punteggio rimuovendola. In questo modo la disposizione avrà valenza ERGA OMNES. Diversamente non è escluso che si debba ricorrere ad impugnarlo davanti al TAR per annullare la differenza di punteggio tra le due abilitazioni.

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