Scuola, i docenti reclamano stipendi adeguati e pensione anticipata: è boom petizione

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Scuola, i docenti chiedono stipendi adeguati e pensione anticipata: è boom petizione

docenti della scuola pubblica italiana chiedono stipendi adeguati, pensione anticipata e una miglior tutela della salute. La petizione, destinata ai leader politici, ricorda che “le fondamenta della scuola sono gli insegnanti. Senza di loro – si legge – non esisterebbe la scuola che affianca la famiglia come seconda agenzia educativa nella società. Ma chi si è preoccupato finora di questa figura professionale? I risultati dell’azione politica degli ultimi 50 anni parlano chiaro: tante, troppe riforme dagli esiti disastrosi. In sintesi possiamo constatare che è diminuito il prestigio sociale dell’insegnante e con esso la retribuzione salariale, è peggiorato il trattamento previdenziale, infine è drammaticamente aumentato il malessere psichico della categoria che determina oggi l’80% delle inidoneità all’insegnamento”.

Scuola, boom petizione per stipendi adeguati e pensione anticipata per i docenti

Lo ha sottolineato in una nota il sindacato Anief che ritiene le suddette richieste assolutamente sacrosante. ‘Anief – si legge nella nota – le ha fatte proprie ancora prima che fosse presentata, chiedendo, anche di recente, in fase di revisione della manovra di fine legislatura, di arrivare ad almeno 200 euro di aumenti stipendiale e prevedere il pre-pensionamento a 60 anni. Sul fronte dei compensi, il giovane sindacato ricorda che è fondamentale approvare il prima possibile aumenti veri, non minimali. Non di certo, quelli previsti dalla Legge di Bilancio, perché se si confermerà con le attuali risorse ogni lavoratore del pubblico impiego in media avrà perso 3.461 euro. Ed è proprio il caso di dire che piove sul bagnato: non dimentichiamo che secondo gli ultimi dati Ocse a confronto, l’Italia è l’Unico Paese dell’area che nel periodo 2005-2014 ha fatto perdere ai suoi docenti il 7%. Nello stesso decennio, in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10%, in Irlanda del 13%.

Anief, Marcello Pacifico: ‘Le cifre stanziate per gli stipendi sono ridicole’

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha dichiarato che ‘attraverso le risorse minimali stanziate nella Legge di Stabilità e il rinnovo del contratto, al personale della scuola arriveranno appena 220 euro nette di arretrati per il biennio 2016/17‎ e aumenti di 40 euro mensili dal 2018. Sono cifre ridicole che si commentano da sole e che dei sindacati che tengono alla tutela dei diritti dei lavoratori non dovrebbero assolutamente accettare. Ma siccome sappiamo bene che non andrà così, noi abbiamo già predisposto la strada alternativa: diffidare l’amministrazione e la Ragioneria dello Stato per lo sblocco dell’Indennità di vacanza contrattuale, in modo da vedersi riconosciute somme decisamente più corpose, ancorando almeno lo stipendio al 50% della spinta inflattiva, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione per interrompere la prescrizione in attesa della sentenza della Consulta”.

Anief: ‘Il lavoro che si svolge a scuola deve essere considerato come lavoro usurante’

Sulla richiesta di inglobare il lavoro che si svolge a scuola tra quelli usuranti – ha proseguito Pacifico – non ci stancheremo mai di ricordare che il lavoro che si svolge a scuola, anche del personale Ata, deve essere per forza di cose incluso. Non è possibile che lascino il lavoro a 66 anni e 7 mesi, dal 2019 probabilmente a 67 anni e in futuro quasi a 70. I dati internazionali ci dicono che già oggi sono la categoria più vecchia del mondo. Con l’esasperazione dei parametri di accesso alla pensione il gap potrà solo peggiorare. In Francia, ad esempio, oggi si lascia l’insegnamento a 60 anni: del resto la professione rientra già in quelle logoranti, come confermato dallo studio decennale ‘Getsemani Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti’, di cui – conclude Pacifico – lo stesso medico Lodolo D’Oria fu uno dei promotori’.

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