Scuola: a Livorno niente più merendine durante l’intervallo?

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Scuola: niente più merendine durante l'intervallo? A Livorno è così
Scuola: niente più merendine durante l'intervallo? A Livorno è così

Niente più merendine a scuola durante l’intervallo? Sembra proprio di sì, almeno presso l’istituto Micheli-Bolognesi di Livorno, che ha avviato il progetto nazionale del Ministero “Frutta e verdure nelle scuole”. Tale iniziativa è partita presso le scuole elementari ad inizio settimana. Del resto, come suole dire un vecchio proverbio: “Una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Per la precisione, ci saranno tre giorni in cui è previsto il consumo da parte degli alunni, esclusivamente di frutta e verdura. La dirigente scolastica Anna Rita Baldi ha vietato categoricamente ai genitori degli oltre 600 bambini degli istituti Micheli, Campana e Puccini di fornire ai figli le classiche merendine che i bambini sono soliti mangiare durante la ricreazione. I prodotti incriminati? Ebbene: brioche, biscotti, pane e nutella e pizzette. La dirigente è stata chiara: tali prodotti alimentari non sono bene accetti negli istituti per tutta la durata del progetto. I genitori dei bambini, tuttavia, non sono d’accordo ed hanno avviato una protesta contro il progetto.

Scuola: niente merendine all’intervallo, i genitori non ci stanno

Niente merendine a scuola durante l’intervallo, nel rispetto dell’iniziativa “Frutta e verdura nelle scuole”. A deciderlo la dirigente scolastica delle elementari, Anna Rita Baldi. Molti genitori però non sono d’accordo e chiedono un confronto: “Non tutti i bambini mangiano la frutta o la verdura all’intervallo e non può essere di certo la preside ad obbligarli. Questo vuol dire che tanti studenti sono costretti a saltare la merenda e da colazione devono arrivare al pranzo per mangiare altro, è una follia”.

Molte mamme hanno già avuto modo di farsi sentire dalla dirigente, proprio per parlare di questa comunicazione decisa dalle insegnanti durante gli ultimi consigli di interclasse. Molti i pareri negativi. Baldi è stata invitata ad un confronto con i genitori. Questi hanno affermato che devono essere i bambini a scegliere se partecipare o meno al progetto, per il resto hanno il diritto di mangiare durante la ricreazione anche altro.

Fonte: Iltirreno.gelocal.it

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