Ispettori ministeriali carenti

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Scuola, avvio anno scolastico a Ottobre: scatta la proposta sperimentale

Problema emerso in questi giorni (ma non solo) è quello della carenza di ispettori ministeriali. A sollevare il problema due giorni fa è stato il Sole 24 Ore. Ciò che viene rimarcato è un Sistema Nazionale di Valutazione non esattamente in linea con gli obiettivi fissati dal Miur. In particolare è la valutazione “esterna” a non decollare.

Le tre “teste” del Sistema Nazionale di Valutazione

Il Sistema Nazionale di Valutazione è nato nel 2011, ed è diventato operativo a seguito del D.P.R. 80/2013. Si articola come sappiamo in tre “teste”: Invalsi, Indire e “contingente ispettivo“.

Questo sistema si inseriva nell’ampio progetto di trasparenza nonché di miglioramento dell’ambito scolastico, e soprattutto della qualità dell’offerta formativa. Questi obiettivi però non stanno producendo i frutti sperati. E ciò lo si deve in particolare alla terza “testa”, quella degli ispettori ministeriali.

Ritardi, carenze e confronto con l’estero

Intanto è da notare come il Sistema di valutazione non sia ancora pienamente a regime, nonostante la sua operatività dovesse cominciare nel 2013. Infatti, la valutazione “esterna” (compiuta da un nucleo formato da un dirigente tecnico e due esperti) ha riguardato nel periodo ottobre 2016 – maggio 2017 solo 375 istituti scolastici; e tra ottobre e dicembre del corrente anno ne interesserà appena 220. Si tratta di dati molto ridotti se pensiamo che gli istituti scolastici in Italia siano ben 8000.

L’Associazione Treelle ha evidenziato questa situazione imputandola alla carenza di ispettori ministeriali, a svantaggio sicuramente di famiglie e studenti. La stessa associazione lo ha fatto presente alla Ministra Valeria Fedeli. E quest’ultima, in risposta, ha garantito l’intenzione di un incremento di dirigenti tecnici, in quanto rappresentano un tassello importante nell’attività di miglioramento della scuola.

Facendo un confronto coi sistemi scolastici esteri, quello italiano è purtroppo indietro. E non solo per la mancanza di un numero adeguato di ispettori, ma anche per il ridotto investimento economico nella valutazione stessa. Oltre al fatto che il modello italiano di valutazione non prevede meccanismi premiali e sanzionatori, come anche denunciato già da tempo.

La possibile soluzione

Sempre l’Associazione Treelle afferma quella che potrebbe una possibile soluzione: costituire un Ispettorato, interno al Ministero dell’Istruzione, dotato di forte autonomia (come avviene in Inghilterra), e composto da almeno 400 ispettori (contro neanche la metà di oggi). E ciò a fronte di una spesa sicuramente sostenibile.

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