Anief al Miur, vertenza DM:
Anief al Miur, vertenza DM: "subito un decreto legge oppure sarà guerra nei tribunali"

Oggi al Miur era presente all’incontro con i sindacati e la ministra Fedeli anche Marcello Pacifico, Presidente nazionale del sindacato Anief. La riunione odierna aveva lo scopo di dirimere una volta per tutte la questione dei tanti diplomati magistrale che stanno vivendo in questi giorni momenti davvero difficili per quanto riguarda la loro futura stabilizzazione a seguito della sentenza del CdS del 20 dicembre u.s.

I toni di Marcello Pacifico sono sprezzanti e irriverenti: la delegazione Anief lascia il tavolo di confronto per protesta

Questa volta i toni del Segretario Anief non sono stati affatto pacati, come quelli utilizzati spesso dai suoi colleghi. Senza mezzi termini lo stesso Pacifico lancia ai presenti e in particolare alla ministra Fedeli il suo ultimatum: “O arriverà un decreto legge subito, o continueremo le nostre battaglie in tribunale e avranno tutto il sapore di una vera e propria guerra“.

Le parole sprezzanti e i toni decisi di colui che guida oggi l’Anief non lasciano intendere nulla di positivo dal punto di vista della vertenza in corso. Pacifico si fa forte della sua potenza di fuoco per ciò che attiene alle tante battaglie legali portate a termine in questi anni con le innumerevoli vittorie nei tribunali amministrativi regionali d’Italia per ciò che riguarda la tematica in oggetto.

Insomma, la calma e la pacatezza non offrono più motivi di confronto tra le parti. In questi mesi si è assistito al ripetersi di continue rassicurazioni da parte del Miur e dei suoi maggiori e autorevoli rappresentanti. Per Marcello Pacifico questa melina non ha più motivo di esistere. Il “politically correct” deve lasciare invece il posto alla compiutezza e all’interventismo, atteggiamenti questi che sono proprio mancati a questa compagine di governo.

Di contro, la ministra Valeria Fedeli dichiara la sua ferma volontà di attendere il parere dell’Avvocatura di Stato che giungerà, se tutto va bene, non prima del prossimo 20 marzo. Proprio per questi motivi la delegazione dell’Anief, in segno di protesta, ha abbandonato il tavolo delle trattative.

L’atteggiamento battagliero e irriverente che lo stesso presidente Anief ha mostrato quest’oggi probabilmente è mancato in questi ultimi anni alla maggior parte degli esponenti delle sigle sindacali rappresentative. Le stesse sigle (non tutte per onor del vero) che vantano il diritto di interloquire con il Miur, spesso hanno finito per sottoscrivere le proposte più irricevibili che lo stesso Ministero poteva loro presentare.

Questo atteggiamento mostrato oggi da parte di Pacifico probabilmente dovrebbe rappresentare (molti se lo augurano davvero) un preludio di quello a cui si assisterà nel futuro prossimo per quanto attiene al potere contrattuale. A marzo 2018, infatti, si terranno le elezioni per le RSU; Anief per questa ragione avrebbe tutte le carte in regola per rappresentare compiutamente una grande fetta di quel personale scolastico che oggi, a torto o a ragione, si ritiene totalmente deluso dall’inerzia e dall’immobilismo mostrato negli ultimi anni dalla maggior parte delle sigle sindacali che hanno rappresentano il personale della scuola pubblica italiana.

Il comunicato Anief

Si è appena concluso l’incontro al Miur tra i sindacati e l’amministrazione sulla questione dell’accesso nelle GaE dei diplomati magistrale, a seguito della sentenza espressa dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato lo scorso 20 dicembre; l’Anief, presente all’incontro, ha fatto un appello al Ministero, tramite il suo presidente nazionale Marcello Pacifico: o arriverà un decreto legge subito, o continueremo le nostre battaglie in tribunale e avranno tutto il sapore di una vera e propria guerra.

Se gli eventi non prenderanno la giusta piega e dunque non dovesse trovarsi una soluzione celere e risolutiva sciopereremo subito dopo l’insediamento del Parlamento. Domani il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico si recherà a Bruxelles per denunciare lo Stato italiano in Europa.

Come conferma anche la rivista specializzata Orizzontescuola, il Miur continua a prendere tempo: in pratica, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “attende il parere dell’Avvocatura dello Stato”. Il problema riguarda soprattutto il Nord Italia, con la Lombardia in modo particolare, dove è collocato il 39% del personale interessato. “Nel complesso il personale coinvolto è 6.669, di cui 1.030 Infanzia e 5.639 Primaria”.

Sempre oggi, dopo aver appreso dall’amministrazione che ha quasi un mese dalla sentenza del Consiglio di Stato e non è stata presa ancora alcuna decisione, la delegazione Anief ha abbandonato il tavolo. Inoltre, si ritengono totalmente inutili nuovi incontri senza una decisione urgente che salvaguardi la continuità didattica e che faccia incontrare domanda e offerta.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, afferma che “soltanto in Italia, per colpa dell’amministrazione, il 15% dei posti non è coperto nei ruoli; solo nella nostra nazione i docenti sono assunti a colpi di sentenza e non perché in possesso di una abilitazione, ottenendo così ciò che gli spetterebbe di diritto. E le sentenze devono essere pubblicate nei giorni giusti, perché ci son giorni non fortunati, visto che a volte i giudici valutano positivamente in giudizio, altre volte no, violando il diritto stesso”.

È esemplare quanto accaduto in queste ore: la sesta sezione del Consiglio di Stato ha infatti dato il proprio via libera per l’inclusione nelle GaE di altri ricorrenti, non considerando minimamente quanto espresso nell’adunanza plenaria di pochi giorni fa.

“Visto che la questione non può risolversi in suolo italico, domani – continua il sindacalista autonomo – andremo a chiedere all’Europa, recandoci a Bruxelles, di denunciare questo perverso modo di governare nel nostro Paese. Inoltre, consigliamo a qualcuno che opera presso il Miur di cambiare mestiere. Siamo certi che le nostre battaglie andranno a buon fine e il diritto dei lavoratori della scuola avrà la meglio”.

Fonte: Anief