Abolizione tasse universitarie: Renzi dice NO

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In campagna elettorale piovono le promesse più disparate. E ad essere oggetto di dibattito, tra i vari temi, c’è anche quello delle tasse universitarie. Abolirle o non abolirle? Questo è il problema. Tutto è partito dalla proposta lanciata da Pietro Grasso (fondatore del nuovo partito Liberi e Uguali) di abolire completamente le tasse universitarie, per gioia di molti studenti. C’è però anche chi si dice contrario.

Il confronto con gli altri paesi europei

Se davvero le tasse universitarie fossero abolite in toto, l’Italia si ritroverebbe finalmente al passo con altri paesi europei che hanno già realizzato da tempo questa idea. Il nostro Paese infatti, ad oggi, si trova tra gli 8 con la tassazione più alta (su 42 esaminati). Questo secondo il rapporto Eurydice che ha fatto la statistica.  I Paesi Europei a detenere il primato sono la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e la Norvegia, dove gli studenti universitari comunitari non devono versare alcuna tassa. Situazione simile anche in Austria. Mentre in Germania l’università è a costo zero sia per gli studenti dell’Ue che per gli extracomunitari, tranne per i fuori corso. Insomma, una filosofia già diffusa in buona parte d’Europa.

La situazione attuale: lo “Student Act”

In Italia, in base alle ultime norme sul diritto allo studio (il cosiddetto “Student Act”) , operative da quest’anno accademico, la tassazione universitaria sarà comunque di molto ridotta.

Già da tempo molte università prevedevano agevolazioni, ma le tasse universitarie restano comunque elevate. Ora, con la “no tax area”, a partire dall’anno accademico in corso, è previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse universitarie per gli studenti con ISEE pari o inferiore a 13mila euro: dal primo anno indistintamente per tutti, dal secondo valutando anche i crediti formativi conseguiti. Inoltre, se l’ISEE supera i 13mila euro ma non va oltre i 30mila euro, la cifra da pagare non potrà superare il 7% della differenza tra l’Indicatore e i 13mila euro.

Quindi, già un buon passo in avanti.

Renzi: No all’abolizione totale delle tasse e Si a più borse di studio

In tutto ciò, il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha espresso la sua linea di pensiero nell’intervista di alcuni giorni fa di “Skuola.net”. Renzi, oltre a parlare di ciò che farebbe o non rifarebbe in merito alla “Buona Scuola”, si è dichiarato contrario a un’abolizione totale delle tasse universitarie, e favorevole a un aumento delle borse di studio. “Qualcosa abbiamo fatto ma dobbiamo investire ancora di più sulle borse di studio”. Queste le sue parole.

In definitiva, queste tasse universitarie verranno eliminate? L’Italia si conformerà al resto dell’Europa? Lo scopriremo solo con l’avvento del nuovo Governo. Ma, in ogni caso, se si continuasse lungo la strada dell’agevolazione di chi detiene un reddito famigliare basso, non sarebbe male.

 

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