ennesimo caso di bullismo a scuola
ennesimo caso di bullismo a scuola

Quella che ci troviamo di fronte è una scuola sempre più allo sbando. Sembra non poterci essere un limite alla violenza e ad atti che entrano, diciamolo, nella sfera della delinquenza. Il bullismo è purtroppo ormai una realtà incontenibile in molte scuole italiane .

Nuovo caso di bullismo

La vittima di bullismo è stato un ragazzo di 17 anni, studente (pare) di un istituto tecnico professionale di Lecce, il cui nome non è trapelato. Il giovane subiva violenze e umiliazioni dall’inizio dell’anno scolastico. A incastrare l’ennesimo sopruso compiuto ai suoi danni è stato un video registrato da un suo amico, col chiaro intento di porre fine, in difesa dello stesso, a comportamenti vili protrattisi per troppo tempo. Il video è stato inviato alla mamma del ragazzo tramite WhatsApp. Dopo un iniziale minimizzazione della vicenda, il giovane avrebbe confermato tutto quanto. Immediato l’esposto fatto partire dai genitori della vittima alla Procura di Lecce, avente ad oggetto per l’appunto atti di bullismo. Alla denuncia è stato allegato il video in questione, da cui, da quanto emerge, non sono stati però ancora definiti tutti i carnefici. “Nonostante la riservatezza della vicenda, che riguarda minori, abbiamo registrato una vasta solidarietà e un tempestivo intervento della scuola dopo la nostra denuncia. Ci hanno assicurato che interverranno, aspettando di chiarire coinvolgimenti e responsabilità”. Questo è quanto ha anche riferito l’avvocato della famiglia, Giovanni Montagna. 

L’intervento di Antonio Tinelli

Sul tema del bullismo è intervenuto il presidente della comunità di San Patrignano, Antonio Tinelli. Lo stesso ha parlato di “crisi di un sistema da valorizzare”. Tinelli sottolinea come “siamo arrivati ad un punto in cui gli adulti si arrendono alle provocazioni dei ragazzi: un ribaltamento dei ruoli che nuoce alla società intera, in cui il carnefice diventa vittima, al punto che la scuola stessa si chiede se sia il caso di bocciare o no i ragazzi, che, a questo punto, non sono altro che il frutto di un sistema che non va. Il presidente della comunità avanza inoltre l’ipotesi di adottare percorsi formativi e di prevenzione, affinché non si verifichino più episodi di bullismo. E ciò coinvolgendo istituzioni, scuole e famiglie. Perché il rispetto va insegnato. I ragazzi delle varie scuole che visitano la comunità imparano infatti che “essere liberi significa esserlo da ogni tipo di dipendenza, dalla droga, ma non solo: anche dal giudizio degli altri e dalla paura di non essere “abbastanza”, quella che di solito hanno i ragazzi che vengono definiti ‘bulli’ “.