Inps, task force per definire oltre 1 milione di posizioni incerte

Inps, task force per definire oltre 1 milione di posizioni incerte
Inps, task force per definire oltre 1 milione di posizioni incerte

CERIPNEWS – Secondo le fonti Inps sarebbero 1milione e 270mila le pratiche da normalizzare, per i periodi antecedenti al 2012, attraverso digitalizzazione e verifiche per dare certezza al lavoratori in materia pensionistica.

Posizioni incerte Inps: si lavora a pieno ritmo per definire le posizioni di 1 mln di lavoratori

Tocca all’Inps accertare il diritto alla pensione del personale della scuola. Le prestazioni degli insegnanti e degli altri lavoratori vengono definite sulla base dei dati presenti sul conto assicurativo degli interessati e l’istituto deve collaborare con il ministero dell’Istruzione e con le scuole, a cui spetta l’invio delle informazioni aggiuntive necessarie. Un passaggio che come accade nella Pubblica amministrazione incontra problemi di rodaggio, ma che fa parte in realtà di un disegno più ampio: ridare certezza in materia pensionistica non solo ai lavoratori della scuola ma a tanti dipendenti pubblici.

Per molti di loro infatti la pensione è avvolta dall’incertezza dei contributi che saranno usati come base per calcolare il futuro trattamento e che condizionano anche il raggiungimento dei requisiti richiesti. La conseguenza è che la pensione viene spesso liquidata su base provvisoria, in attesa di un calcolo definitivo che può arrivare anche dopo molti mesi.
L’Inps (nel quale dal 2012 è confluita l’Inpdap e quindi la gestione dei dipendenti pubblici) ha deciso all’inizio di quest’anno di porre fine a questa situazione avviando il progetto Estratto conto dei dipendenti pubblici, ma non sarà un lavoro breve e nemmeno facile: le criticità riguardano in particolare il comparto Difesa e sicurezza (450mila posizioni per i periodi precedenti al 2012); la scuola, con 595mila posizioni del Miur che dovranno essere normalizzate, e il ministero della Giustizia in cui si concentra il grosso delle ulteriori 225mila posizioni da verificare.

In sintesi, scrive Luca Cifoni su il Messaggero di ieri, si tratta di acquisire dalle amministrazioni interessate le informazioni relative a retribuzioni e contributi del passato (soprattutto prima del 2005), portarle in formato digitale, controllare errori e incongruenze; poi, per ricostruire esattamente le carriere sarà necessario un lavoro ulteriore, esaminare le oltre 400mila domande di riscatto, ricongiunzione e computo (queste ultime sono quelle che riguardano servizi resi alle dipendenze dello Stato in posizione non di ruolo). Dopo tutti questi passaggi gli interessati riceveranno il proprio estratto conto contributivo e avranno in prospettiva due vantaggi: la riduzione dei tempi necessari per l’erogazione della prestazione previdenziale, al momento di lasciare il lavoro e la possibilità – già durante il periodo di servizio – di farsi un’idea di cosa li attende alla fine della carriera lavorativa in termini di trattamento economico. E quindi fare le scelte conseguenti per quanto riguarda ad esempio il riscatto della laurea o la previdenza integrativa e più in generale prendere le decisioni sulla vita futura con maggiore consapevolezza.

Fonte: CERIPNEWS

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