Diplomati magistrale, Di Maio: “serve il concorso”, basta polemiche
Diplomati magistrale, Di Maio: “serve il concorso”, basta polemiche

Per il Ministro del Lavoro Luigi Di Mario diventa necessario e indispensabile superare il concorso  per i Diplomati Magistrale. Per il vice Premier Di Maio non si tratterebbe affatto di licenziamento di massa dei diplomati magistrale ma di un utile rinvio al fine di predisporre un concorso loro dedicato, per l’assunzione di 12mila unità.

Le dichiarazioni del Ministro del Lavoro sulla polemiche sorte in questi giorni a proposito dei Diplomati Magistrale

Questa, in sintesi, la risposta del leader del M5S dopo le dichiarazioni forti della Deputata Anna Ascani del Partito Democratico: l’on Ascani in più occasioni, infatti, aveva denunciato il licenziamento dal primo settembre di molti insegnanti con diploma magistrale, anche di alcuni insegnanti disabili che per anni hanno prestato il loro lavoro in qualità di precari.

Dunque, la vicenda assume i contorni della polemica politica oltre che mediatica. Il botta e risposta tra il PD e il governo giallo verde si palesa dinanzi le tv di stato e non. Il palcoscenico mediatico prende il posto delle aule parlamentari. Proprio durante un’intervista sul programma televisivo ‘In Onda’ il vice Premier pentastellato approfitta dello spazio lui riservato per chiarire tutta la vicenda dei Diplomati Magistrale e le scelte intraprese dal governo per dirimere definitivamente la loro problematica, tutt’ora in corso.

Alle domande incalzanti dei conduttori del programma In Onda, Di Maio risponde così: «… quando qualche mese fa avete sentito parlare dei Diplomati Magistrale è perché c’è stata una sentenza del Consiglio di Stato che ha detto che questi insegnanti che insegnavano nella scuola pubblica a tempo indeterminato, non potevano più insegnare».

Abbiamo rinviato di un anno il licenziamento dei Diplomati magistrale per indire un concorso (per titoli e carriera) riservato loro

Poi prosegue: «Ci siamo insediati e nel primo atto che abbiamo fatto, cioè il Decreto dignità, abbiamo detto: ‘prima di tutto scongiuriamo che queste persone vengano licenziati a settembre, cioè scongiuriamo il fatto che queste persone non possano tornare ad insegnare a settembre, perché per la sentenza a settembre non stavano più a scuola». E anche qui il discorso fila liscio.

Quindi, per Luigi Di Maio le scelte normative contenute nel Decreto Dignità servirebbero solo per rinviare di un anno l’effetto devastante della famosa sentenza del Consiglio di Stato.

Continua la sua intervista: «Abbiamo rinviato di un anno gli effetti della sentenza, perciò la deputata parla di giugno 2019, perché noi di un anno scolastico abbiamo rinviato gli effetti della sentenza e abbiamo detto però in questo anno che rinviamo gli effetti della sentenza, facciamo un concorso per titoli e per carriera di quegli insegnanti così che possano essere riassorbiti all’interno della scuola».

La certezza del riassorbimento dei diplomati magistrale secondo Luigi Di Maio: “Concorso per servizio”

«Che cosa mi da la certezza che vengano riassorbiti? – conclude il Ministro del Lavoro – Il semplice fatto che noi bandiamo un concorso per 12000 posti, quelle persone sono 7.500, facciamo concorso per servizio, quindi anni di carriera e per titoli, quindi è un concorso che gli consentirà di rientrare nel mondo della scuola. Ci sono anche i laureati in Scienze della Formazione che stanno vivendo la stessa tragedia dei diplomati magistrali, perciò mandiamo 12000 posti. Quello che mi permetto di dire, si dice che il decreto li licenzia tra un anno, si dice una cosa #FALSA , perché la sentenza li avrebbe licenziati a settembre, noi rinviamo di un anno per fare un concorso e riassorbirli».