Pensioni 2018: previsto nel 2020 il TFR dei Docenti e ATA, news 11/8  
Pensioni 2018: previsto nel 2020 il TFR dei Docenti e ATA, news 11/8  

Ultime notizie 11 agosto 2018. Il TFR delle pensioni degli ex insegnanti e personale ATA sarà differito loro di due anni. Un’amara sorpresa per i portafogli dell’80% circa degli oltre 42mila lavoratori del comparto scuola che dal 1° settembre saranno ufficialmente in pensione. Il loro TFR rimarrà congelato per ben due anni. Lo sblocco e l’elargizione del trattamento di fine rapporto, per il 79% di questi, scatterà solo nel 2020. La restante parte (21%) potrà incassare la somma del TFR entro il 2019.

Pensioni: oltre 33mila docenti e ATA in pensione dall’1 settembre 2018 percepiranno il loro TFR solo nel 2020

Si tratta di una clamorosa notizia, ma in effetti il differimento della ‘buonuscita’ per quasi tutti i lavoratori della scuola (sia docenti che personale ATA) è contenuta nei dettami normativi nella Legge finanziaria del 2011.

Si tratta, infatti, di un dispositivo normativo facente capo alla Legge 138/2011. In esso viene espressamente stabilito che l’indennità relativa alla risoluzione del contratto di lavoro, ovvero il TFR, relativamente al personale scolastico, non è previsto con efficacia immediata, ma solo attraverso un differimento pari a 24 mesi dall’effettiva data di cessazione del servizio lavorativo.

Sulle Pensioni 2018 Italia Oggi chiarisce l’esatto numero di coloro differiranno l’incasso del TFR

A precisare e ricordare quanto detto al paragrafo precedente è stata la nota testata giornalistica Italia Oggi, la quale attraverso un articolo pubblicato quest’oggi ha stimato con esattezza la percentuale esatta delle unità che percepiranno l’indennizzo in oggetto a partire dal 2020, esattamente due anni dopo la data del loro pensionamento.

L’esatta percentuale di coloro che si troveranno a partire dall’1 Settembre 2018 in questa particolare situazione – secondo Italia Oggi – è pari al 79%, ovvero 33.180 unità lavorative tra docenti e personale ATA. La restante parte, cioè 21% (8.820 unità) potrà percepire durante tutto il 2019 la somma del TFR loro spettante.

Il differimento del TFR? Assolutamente iniquo e anticostituzionale

Che dire su questo argomento: paradossale e grottesco. La Legge 138/2011 è certamente una norma iniqua, soprattutto per i lavoratori a cui è destinata. Il personale della scuola coinvolto tutti i mesi ha dovuto (loro malgrado) rinunciare ad una consistente parte del loro emolumento, senza peraltro poter batter ciglio.

Oggi quella legge rappresenta un’autentica ingiustizia sociale, soprattutto per quei lavoratori che non hanno certamente chiesto al Mef o allo Stato il differimento delle porzioni dei loro stipendi trattenute appunto per il pagamento di quello che oggi viene negato loro nell’immediato.