Classi pollaio: la grande dimenticanza del Ministro Fedeli
Classi pollaio: la grande dimenticanza del Ministro Fedeli

Il ministro Fedeli parla di tutto, ma non di classi pollaio. Eppure, questa organizzazione depotenzia l’inclusività, impedendo la traduzione pratica del diritto sostanziale allo studio ( art 3 comma 2 Costituzione Italiana).

Si parla di tutto, ma non degli aspetti organizzativi

Promozione si, promozione no! I riflettori si sono accesi sulla certificazione finale di un anno scolastico. Le polemiche sono sorte dopo le dichiarazioni del Ministro Fedeli. ” Affermare, che da quest’anno sarà vietato bocciare alla primaria e alla secondaria di I grado è falso…si tratta di semplificazioni che non entrano nel merito dei contenuti della legge e che ne travisano gli obiettivi. Sulla valutazione delle alunne e degli alunni, il 7 aprile scorso, abbiamo approvato un provvedimento attuativo della Buona Scuola che fa tesoro di anni di dibattito fra esperti e pedagogisti…Attivando, ben prima degli scrutini di fine anno o di decisioni importanti e impattanti come quella di non ammettere alla classe successiva, tutte le misure di accompagnamento possibili per non lasciare indietro nessuno”

La didattica vive e si esplica in aula: la grande dimenticata

Chi si è formato al pensiero di D. Milani ed è cresciuto con la Legge 517/77, le suddette dichiarazioni dovrebbero entusiasmarlo. Perché non scatta la scintilla? Il feeling? Semplice si dimentica l’aula, la sua condizione. Meglio il suo contesto organizzativo.

L’aula è il cuore pulsante della scuola. E’ qui che vivono, sperimentano i nostri ragazzi. E’ qui che si formano i processi cognitivi, le relazioni, le emozioni… Eppure è la grande dimenticata, come se l’ambiente educativo di apprendimento risiedesse in un’altra dimensione.

Raramente i politici, i pedagogisti o gli esperti “fuori aula” parlano di quest’ambiente. E purtroppo anche il Ministro ha questa sorta di amnesia. L’ultima prova è la suddetta dichiarazione.

Le classi pollaio e superpollaio

Nel 2008 l’aula è diventato un contenitore di alunni, perdendo quelle caratteristiche di ambiente educativo di apprendimento. E questo grazie al Decreto 133/2008 e precisamente all’art 64 che ha innalzato il medio di alunni per classe. Da qui il fenomeno delle classi- pollaio dove “coesistono” 30-35 alunni. Il governo Renzi ha confermato questa organizzazione con la legge di Stabilità del 2015 che fa divieto ai Dirigenti Scolastici di nominare un supplente per il primo giorno di assenza del titolare.

Alcune domande  al Ministro Fedeli e una considerazione

Chiedo al Ministro: con questi numeri come è possibile fare inclusione? Quale valore formativo può avere la promozione? La Legge 517/77 quando parlava di promozione rimandava alla presenza di apprendimenti, processi “promossi”. Non considerava la promozione come un contenitore vuoto o formale.

Purtroppo per chi frequenta le aule, il rischio di una promozione formale è molto concreto in presenza di classi pollaio o superpollaio, dove la didattica e la pedagogia sono quasi realtà estranee.

Ho l’impressione che la scuola stia scivolando verso un formalismo esasperante fatto di carte, documenti, progetti, dimenticando però la “conditio sine qua non” per il successo scolastico: l’aula pedagogica costituita da 15-20 alunni/studenti.