Scuola, 'flop' assunzioni docenti: verso record storico supplenze, i numeri

Le supplenze da graduatorie provinciali (GPS) sono state definite dal ministro Azzolina una vera e propria rivoluzione dal Miur. Una novità di cui la scuola aveva bisogno. Ma è davvero di questo che la scuola aveva bisogno? E si tratta davvero di una novità rivoluzionaria?

Graduatorie provinciali per le supplenze: non sono una novità

La rivoluzione delle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) ideata al Miur, dovrebbe permetterci di avere a settembre tutti in cattedra. Ma come ha fatto notare qualcuno, le graduatorie provinciali son già esistite, fino a quando la Legge 124/99 le ha abolite e furono istituite le GAE.

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Anche quella doveva essere una rivoluzione, ma a distanza di 20 anni sono ancora qui. Non hanno risolto il problema del precariato, né quello del reclutamento. E qui veniamo al punto… le assunzioni.

Caro Miur, servono immissioni in ruolo, non supplenti

I numeri del precariato perennemente in crescita mostrano come il Miur finora non sia riuscito affatto a gestire la questione reclutamento nella scuola. Ogni anno ci si aspetta un nuovo ‘boom di supplenti’. Per il 2020/21 siamo arrivati a 200.000. Nessuna riforma è servita a risolvere il problema, perché la verità è che da decenni il settore istruzione è vittima dei tagli.

Ciò che davvero serve non sono presunte rivoluzioni per la gestione delle supplenze, ma assunzioni. Un piano ‘rivoluzionario’ di immissioni in ruolo. E per assumere occorre concentrarsi sulle abilitazioni e sui concorsi. Occorre semplificare le procedure e assumere tutti i docenti che occorrono, non solo una parte.

Investimenti

Naturalmente, per tutto questo, occorrono investimenti per il settore scuola e Università. Servirebbe un piano pluriennale, e non uno che tamponi l’emergenza attuale.

In questo modo, senza una visione, è difficile credere che la ‘rivoluzione’ delle GPS migliori il mondo scolastico e possa garantire la scuola a cui i nostri studenti hanno diritto.