L’elevato numero di domande di pensionamento anticipato presentate dai docenti, grazie anche alla novità di quota 100, metterà in moto un meccanismo virtuoso che contribuirà a rinnovare profondamente gli organici del personale scolastico. Sulla massiccia adesione alla quota 100 arrivano conferme anche da parte dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Lo stesso Presidente della VII Commissione cultura alla Camera, Luigi Gallo, si mostra ottimista sugli effetti positivi che avrà il turnover a settembre 2019.

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I numeri

Come riporta l’Ansa, le domande presentate all’Inps per la pensione anticipata ‘quota 100’ fino alle 19 di lunedì sera sono state 19.806. Al top c’è Roma con 1.777 richieste, seguita da Napoli (1.008) e (Milano) 748. A seguire altre grandi città, soprattutto del Sud: Palermo con 633 domande, Catania 607, Bari 534, Salerno 446, Torino 445, Messina 371, Firenze 319, Cosenza, Lecce e Cagliari 304. I dati aggregati, inclusivi di Opzione donna e delle pensioni di vecchiaia, portano a stimare il numero di domande di pensionamento anticipato intorno alle 50.000 unità.

Aggiornamento del numero delle domande

Continua a crescere il numero degli aspiranti al trattamento di quiescenza anticipato. A fornire questo aggiornamento è il quotidiano economico e finanziario Il Sole 24 Ore. Alle ore 13 di martedì si sono aggiunte altre 2000 richieste, scrive Il Sole, portando il numero totale a quota 21.839.

Rientro docenti al sud

Si tratta indubbiamente di numeri che, se confermati dalla realtà dei fatti, porteranno il prossimo anno a numerose immissioni in ruolo. E questo non è l’unico effetto positivo sulla scuola. Le rinnovate esigenze di colmare i posti che resteranno vuoti produrrà anche un boom di supplenze. E non è tutto; al sud si apriranno più possibilità per il rientro di quanti in questi anni hanno provato con la mobilità a rientrare a casa. “Con quota 100 si stimano 50mila pensionamenti in più che significano 50mila cattedre libere e con il 30% di 50mila rientrano tutti”, ha affermato Luigi Gallo.