Il nuovo libro di Susanna Tamaro si intitola ‘Alzare lo sguardo: il diritto di crescere, il dovere di educare’. Un libro scritto in forma epistolare come risposta alla lettera di un’insegnante, un libro che vuole rimarcare un sistema educativo che sembra aver smarrito la strada dopo tante riforme sbagliate ma che contiene anche l’invito a un cambiamento di passo, una svolta che avrebbe come obiettivo anche quello di ricucire il rapporto tra le generazioni.

Susanna Tamaro: il nuovo libro ‘Alzare lo sguardo’

Susanna Tamaro ha spiegato al ‘Corriere della Sera’ che da ragazza si diplomò all’istituto magistrale, affascinata dalle letture di Johan Heinrich Pestalozzi, Maria Montessori, Friedrich Fröbel e naturalmente don Milani: con un obiettivo, quello di evitare ai propri allievi le sofferenze patite da bambina. La celebre scrittrice, infatti, ha confessato che oggi rientrerebbe nel gruppo di chi viene catalogato come un Bes (Bisogno educativo speciale). Susanna Tamaro non riuscì mai a diventare un’insegnante: non passò l’esame di abilitazione a motivo di un diverbio con i membri della commissione d’esame.
Susanna Tamaro ritiene che la scuola, oggi, soffra di una forma di ipocrisia collettiva. A un’apparente attenzione verso il bambino o l’adolescente corrisponde in realtà un’arida presa di distanza. Per cui a un ragazzo può capitare di essere certificato come affetto da discalculia, dislessia, disortografia, disprassia, disgrafia, etc. Secondo la scrittrice, invece di stimolare l’allievo a uno sforzo per fargli superare gli ostacoli, si tenderebbe ad aggirare il problema. ‘Un sistema costruito in modo da eliminare le difficoltà e rendere il percorso quanto più piano possibile, in modo che alla fine quasi tutti siano promossi. Tanto a selezionare poi ci penserà il mondo di fuori’.
Susanna Tamaro critica l’introduzione dei decreti delegati (1974), che aprirono il mondo della scuola ai genitori. Dopo 45 anni, ci si rende conto che la famiglia ha preso sempre più piede nell’istituzione scolastica: si è arrivati persino al punto che gli insegnanti debbano subire delle minacce, talvolta essere persino aggrediti fisicamente. Il professore è sempre più solo, su di lui si scaricano problemi che non gli competono. Sullo sfondo rimane il compito di insegnare a leggere, scrivere, far di conto. E per difendersi, secondo Susanna Tamaro, il docente prende le distanze, la scuola si aziendalizza. Il patto tra le generazioni è venuto meno, ma anche il patto insegnante-genitori.