Come Vi abbiamo riportato nelle ultime ore, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda hanno deciso di anticipare al 6 marzo lo sciopero a tutela dei docenti precari allo scopo di modificare uno dei bandi dei concorsi oltre che per protestare contro il mancato rispetto degli accordi sottoscritti con il governo Conte 1 e rinnovati con il Conte 2 sulle abilitazioni, il reclutamento, il contratto e gli aumenti degli stipendi. Le ragioni dello sciopero del 6 marzo Le ragioni dello sciopero sono note: i sindacati chiedono al Miur la banca dati per la prova scritta del concorso straordinario oltre all'uniformità del punteggio minimo richiesto nella prova preselettiva per l'accesso ai concorsi ordinari per la scuola secondaria di I e II grado. Inoltre, i sindacati chiedono di valorizzare gli anni di servizio oltre all'ammissione dei docenti che hanno insegnato per tre anni unicamente su posti di sostegno, pur senza possedere il titolo di specializzazione. Sindacati parlano di 'totale chiusura' del Ministro Azzolina sui concorsi Non sono mancate, nei giorni scorse, le critiche all'indirizzo del Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina. Maddalena Gissi della Cisl Scuola sottolinea come il Ministro non abbia rispettato gli impegni previsti nei verbali firmati con il suo ministero lo scorso 19 e 20 dicembre, mentre il coordinatore nazionale della Gilda insegnanti, Rino Di Meglio, parla di 'totale chiusura' da parte di Lucia Azzolina, invece di affrettare le operazioni per la pubblicazione dei bandi concorsuali. Anna Ascani al ministro Azzolina: 'Necessario riconvocare il tavolo con i sindacati' Come riporta l'edizione odierna de 'Il Manifesto' (domenica 16 febbraio), sembra che stia nascendo qualche preoccupazione in seno al Miur, visto che il viceministro Anna Ascani ha fatto presente al Ministro Azzolina la necessità di riconvocare il tavolo con i sindacati: 'Stiamo assumendo 70 mila persone – ha detto l'esponente del Partito Democratico – Ho detto alla ministra che è necessario riconvocare il tavolo con i sindacati. Mi auguro che avvenga nei prossimi giorni'.

È polemica tra il viceministro dell’istruzione Anna Ascani e il sindacato Anief. Nel corso di una diretta Facebook, l’esponente del Partito Democratico aveva risposto a un gruppo di insegnanti precari in attesa di nomina, in merito al vincolo quinquennale.

Anna Ascani sul blocco quinquennale mobilità docenti

‘Il provvedimento inserito nel Decreto Scuola – aveva dichiarato Anna Ascani – serve a dare stabilità. Da un lato abbiamo voluto la stabilità degli insegnanti che garantiscono la qualità del sistema scuola, dall’altro assicurare agli studenti che non cambieranno insegnante ogni anno, ma che potranno avere dei riferimenti stabili. Ai 50mila docenti in più (24mila dal concorso straordinario e 24mila dal concorso ordinario) chiediamo dunque lo sforzo di restare su quelle cattedre per cinque anni. È un patto tra l’insegnante e lo Stato, per dare stabilità. D’altronde è proprio quanto detto dalla Ministra Azzolina: non faremo grandi riforme, ma vogliamo dare alla scuola la normalità che purtroppo è mancata’.

La risposta di Anief

La risposta, da parte del sindacato Anief, non è tardata ad arrivare, una risposta di quelle frontali e schiette: ‘Non ci si deve allontanare dalla Costituzione e dal diritto alla famiglia – ha dichiarato il presidente, Marcello Pacifico – ‘specie quando si inventano delle procedure nazionali che portano un lavoratore a essere assunto in una regione molto lontana dalla sua residenza’.

Da che parte starà il ministro Azzolina?

Che cosa farà il neo ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina? In passato, l’esponente del Movimento 5 Stelle è stata un’impegnata sindacalista Anief: si troverà d’accordo con le rimostranze espresse dal suo ex sindacato d’appartenenza (diventato ora rappresentativo) all’interno delle quali si fa presente ‘l’incursione del legislatore su una norma prettamente contrattuale’ oppure Azzolina sosterrà l’opinione del viceministro? Come dire, tra l’incudine e il martello.