Il Miur si è comportato un po’ come un arbitro di calcio contestato da tutte le squadre per il suo modo di applicare il regolamento senza ascoltare nessuno. All’indomani della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità fioccano le critiche e i giudizi negativi. Francesco Sinopoli della FLC CGIL ha contestato un modo di procedere che non tiene in considerazione il contesto e la necessità di consultarsi con le rappresentanze sindacali circa l’impatto in grado di produrre la mobilità su un numero enorme di persone, quelle che faranno domanda di trasferimento.

Modalità irresponsabili

Identico il tenore delle dichiarazioni rilasciate da Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli insegnanti. Al sindacato da lui rappresentato non è pervenuta neanche una e-mail. Il ministro Lucia Azzolina non avrebbe rispettato alcuna regola di informazione sindacale.

Pino Turi della UIL Scuola c’è andato giù anche più duro. Sul sito del sindacato parla dichiaratamente di atto ostile. ‘Mentre il paese e i lavoratori stanno lottando contro il virus pagando prezzi enormi, mentre il Paese si ferma con senso di responsabilità, e i docenti rispondono all’emergenza con serietà e dedizione, il ministro dell’Istruzione alle 21, 30 del 23 marzo, a scuole chiuse, senza neanche consultare le rappresentanze dei lavoratori della scuola, emana l’ordinanza con cui avvia le operazioni di mobilità del personale. Domande, spostamenti, progetti tutto nelle reti di un provvedimento notturno, quasi sotterraneo. Lo consideriamo un atto ostile – dice Turi – mentre i lavoratori sono costretti nei loro domicili per l’emergenza sanitaria.’

A questo punto si innesta un’altra e più grave emergenza, quella politica, di un governo che approfitta del momento di emergenza per decidere in modo unilaterale su una materia di negoziazione sindacale. I lavoratori sapranno valutare le azioni e le forzature che si stanno susseguendo, ben sapendo che non si faranno intimorire, tenendo ben alta la voce. Una voce libera che non sarà facile per nessuno soffocare.