Riapertura scuole, Valeria Fedeli: 'Responsabilità, un dovere della politica' (INTERVISTA)

Riapertura delle scuole, la senatrice Valeria Fedeli è intervenuta ai nostri microfoni in merito alla situazione di emergenza sanitaria che sta vivendo il nostro Paese. Ha risposto alle nostre domande in relazione al rientro in classe dal 7 gennaio.

Valeria Fedeli su riapertura scuole: ‘E’ una necessità, una responsabilità’

Senatrice Fedeli, cosa ne pensa della riapertura delle scuole dal 7 gennaio? Un azzardo o un dovere?

‘Io penso che la riapertura delle scuole dal 7 gennaio non debba essere un azzardo ma assolutamente una necessità, una responsabilità, una scelta politica. Andrebbero fatti tutti gli interventi necessari per consentire a tutte le scuole di ogni ordine e grado non solo per riaprire ma anche per rimanere aperte sapendo da ora che dovremo convivere con il Covid per un periodo ancora piuttosto lungo. Si dovranno organizzare turni, trasporti, tamponi rapidi, tracciamento. Penso che questa sia una responsabilità e un dovere della politica.

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‘Dobbiamo immaginare anche una capacità di flessibilità nel governo per questa riapertura, sia in presenza che nei momenti in cui, a turni, si renderà necessario l’utilizzo della didattica a distanza: bisogna organizzare prima questa eventualità. Lo dico perché penso che la politica italiana, su questo, abbia avuto una lacuna molto seria’.

Valeria Fedeli: ‘Chiunque si sarebbe trovato al posto della ministra Azzolina, si sarebbe trovato in difficoltà’

È passato quasi un anno dai primi casi Covid registrati in Italia: in merito alla scuola, personalmente, se si fosse trovata al posto della ministra Azzolina come avrebbe gestito l’emergenza?  

‘Non è corretto dirlo, non ci sono stata al posto della Azzolina: chiunque fosse stato ministro in questa fase, si sarebbe trovato in una situazione inedita con pochi strumenti per comprendere ciò che bisognava fare. Comunque, io avrei istituito subito un Tavolo permanente con tutti i soggetti della rappresentanza del mondo della scuola perché questa era la precondizione per affrontare insieme l’emergenza. Avrei anche lavorato con il Ministero dei Trasporti e con il Ministero della Salute, immaginando anche di sbloccare la situazione di medici nelle scuole, medici territoriali in grado di seguire le scuole.

‘Probabilmente non avrei fatto l’investimento dei banchi a rotelle, ma esattamente su situazioni di tipo diverso, di selezione del personale, di inclusione degli alunni disabili e con bisogni speciali. Avrei fatto un ragionamento che potesse prevedere la riapertura delle scuole già nella tarda primavera, nel mese di giugno e di luglio: se sono stati aperti i centri estivi, si poteva fare un ragionamento diverso.’