alunni a scuola
alunni a scuola

Rientro a scuola in presenza e in sicurezza, il governo ha intenzione di tirare dritto in merito al ritorno tra i banchi dal 7 o dal 10 gennaio prossimo, al termine delle vacanze natalizie. La paurosa impennata dei contagi Covid non sembra spaventare il premier Draghi e, tanto meno, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, i quali non vogliono sentir neppure parlare di slittamento della ripresa delle lezioni o di ritorno alla didattica a distanza. D’altro canto, è sempre più concreto il rischio di andare incontro a mini focolai nelle scuole, dal 10 gennaio in avanti. Secondo l’ultimo report diffuso dall’Istituto Superiore della Sanità, un nuovo contagiato su 4 ha meno di 19 anni: a conti fatti, è un alunno, soprattutto delle elementari. 

Rientro a scuola in sicurezza, cresce la preoccupazione

Il presidente dell’ANP Lazio, Mario Rusconi, ha dichiarato che i DS e le segreterie, durante questi giorni di festa, continuano a ricevere segnalazioni in merito a casi di contagio di alunni, genitori, docenti e personale Ata. Una situazione che, però, non interessa solamente Roma e dintorni ma che riguarda un po’ tutta Italia, soprattutto nel caso in cui dovesse mancare il personale. 

Parte da questo presupposto la proroga sino al 31 marzo dei contratti organico Covid, docenti e ATA, ma si tratta solamente di una misura ‘tampone’, viste le difficoltà che sono costrette ad affrontare la stragrande maggioranza delle istituzioni scolastiche.

Sdoppiamento classi e aumento organici, Anief: ‘Necessario un piano di 10 miliardi’

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, intervenendo ad una conferenza stampa organizzata da Orizzonte Scuola, ha sottolineato come non si possa ripartire a gennaio con le lezioni in presenza. ‘Bisogna andare in DAD – ha dichiarato il leader sindacale – valutare in seguito di tornare in classe se a marzo i contagi scenderanno. Fin da ora, però, bisogna aprire un Tavolo, raddoppiare gli organici e dimezzare le classi. È necessario un piano di 10 miliardi – ha aggiunto Pacifico – per sdoppiare la metà delle classi, recuperare le sedi dismesse negli ultimi anni e far in modo che dal prossimo anno non saremo bloccati da qualche altra variante’.

Pacifico aveva già ribadito il punto nei giorni scorsi: ‘La scuola non è un territorio a parte, ma con la ripresa delle lezioni, il 7 gennaio, verrà inevitabilmente coinvolta in questo processo, con un incremento ulteriore di classi in quarantena. Non sarà infatti sufficiente l’obbligo delle mascherine, con le Ffp2 solo per una parte del personale; anche lo screening straordinario degli studenti, affidato anche all’Esercito, non appare di facile attuazione.

La verità è che al ritorno a scuola, le aule non saranno più sicure. Il nostro sindacato chiede quindi al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, di prendere coscienza della situazione, considerando anche che gli alunni sono veicoli diretti del contagio. Si torni quindi tutti alla didattica a distanza e poi si valuti se finire l’anno con metà allievi in presenza e metà a casa in dad’.