Anziani
Anziani

Riforma pensioni: prosegue la trattativa fra governo e sindacati a proposito della questione relativa alla condizione di giovani e donne nel mondo del lavoro. Le forze politiche fissano un nuovo incontro previsto per giovedì 20 gennaio 2021. Ecco tutte le ultime novità a riguardo.

Nuovo incontro governo-sindacati

Dopo quanto emerso durante l’incontro dello scorso 12 gennaio fra governo e sindacati, le forze politiche fissano un nuovo appuntamento per arrivare il prima possibile ad una soluzione definitiva a proposito della prossima riforma delle pensioni.

Stando, infatti, alle ultime notizie, giovedì 20 gennaio 2021 si terrà un altro tavolo per cercare di portare avanti la tanto attesa revisione della cosiddetta Legge Fornero.

Durante il confronto, l’esecutivo e le parti sociali discuteranno principalmente a proposito di due temi fondamentali:

  • la condizione dei giovani all’interno di in un mercato del lavoro spesso precario e discontinuo;
  • il lavoro delle donne.

Ma vediamo più nel dettaglio quali saranno le argomentazioni messe sul tavolo da governo e sindacati.

Pensioni: prosegue la trattativa su giovani e donne

Come precedentemente anticipato, giovedì 20 gennaio 2021 avrà luogo un nuovo incontro fra governo e sindacati per portare avanti la discussione circa il futuro delle pensioni.

Un appuntamento fondamentale in cui si cercherà di fare il punto sulla situazione a proposito della condizione dei giovani e delle donne.

In particolare Cgil, Cisl e Uil tenteranno di mettere in evidenza come l’equiparazione fra i requisiti per il pensionamento di vecchiaia di uomini e donne sia di fatto inaccettabile, insistendo soprattutto su:

  • l’attività di cura svolta dalle donne anche all’interno del contesto famigliare;
  • la differenza di salario medio annuale tra lavoratori e lavoratrici.

Alla luce di queste considerazioni, le parti sociali vorrebbero innanzitutto stabilire delle soglie contributive d’accesso alla pensione commisurate al lavoro svolto dalle donne dentro e fuori casa. In più, vorrebbero anche ottenere il riconoscimento di dodici mesi di anticipo pensionistico per ogni figlio avuto e non solo.

Per quanto riguarda invece i giovani, il 20 gennaio si discuterà a proposito della cosiddetta pensione di garanzia. Al fine di garantire un trattamento previdenziale dignitoso, nonostante una carriera spesso precaria e discontinua.

Nel concreto, l’idea sarebbe quella di fissare una soglia minima di 1000 euro lordi al mese, a partire da 65 anni di età e 40 di lavoro. Compresi anche quelli con buchi contributivi.