Pensioni: possibile Quota 100 con almeno 36 anni di contributi?
Pensioni: possibile Quota 100 con almeno 36 anni di contributi?

Anche i dipendenti scolastici (docenti e ATA) saranno interessati alla Quota 100, una delle misure più attese della Manovra del governo pentastellato. Tuttavia, la possibilità di presentare domanda è scaduta lo scorso 12 Dicembre. La bozza del decreto è già stata resa nota e sarà approvata nei prossimi giorni dal CDM.

Quota 100: l’art. 59 della legge 449

Per quanto riguarda sia il personale della scuola che AFAM restano in vigore le disposizioni dell’articolo 59, comma 9 della legge n. 449/1997. Il testo in questione recita: ‘Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno’.

Chiariamo quindi la situazione: per il personale della scuola andare in pensione il primo Settembre 2019 è fattibile. Per il conteggio dei mesi necessari ad accedere al pensionamento si tiene conto dei mesi di Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre, anche se non prestati in maniera effettiva, nel caso in cui i diretti interessati abbiano maturato i requisiti necessari al pensionamento al 31 Dicembre.

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Nuove indicazioni da parte del MIUR

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Per quanto riguarda i dipendenti del comparto scuola, come informa Orizzonte Scuola in un recente articolo: ‘non avendo presentato domanda di cessazione dal servizio a dicembre 2018 per il pensionamento il 1 settembre 2019 saranno necessarie indicazioni da parte del MIUR’.

Come si evince da un altro articolo pubblicato su Italia Oggi da Alessandra Ricciardi (dal titolo: ‘Quota 100, si riaprono i giochi) la finestra per uscire da Quota 100 sarebbe entro il mese di Settembre. Si legge inoltre come ‘la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 Dicembre dell’anno’.

Indicazioni preziose che valgono come un buon punto di partenza, ma che potrebbero subire aggiornamenti (se non cambiamenti) già nelle prossime ore. Il Miur potrebbe assegnare la disponibilità di due settimane per la presentazione della domanda. Una (possibile) scelta ragionevole questa, in maniera tale da non incidere ulteriormente su operazioni importanti quali la costituzione degli organici ed ulteriori lavori su supplenze, mobilità e ruoli. L’obiettivo finale del Ministero dell’istruzione è terminare il tutto per il 31 Luglio 2019.