Concorsi scuola ultime notizie, Fioramonti: 'Sono 20 anni che il governo e lo Stato prendono in giro'

L’ex ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, è tornato alla carica contro il Movimento 5 Stelle e in difesa delle risorse finanziarie che devono essere stanziate a favore della scuola: i mancati 3 miliardi di euro sono stati uno dei motivi principali delle sue dimissioni dalla ‘poltrona’ del Miur. Fioramonti in un tweet lanciato dal proprio profilo Twitter non ha mancato di lanciare una frecciatina velenosa all’indirizzo del Movimento 5 Stelle, citando il programma elettorale 2018 del partito dei ‘grillini’. Ecco il testo del tweet.

Fioramonti, stoccata al Movimento 5 Stelle

‘Si parla di rilancio programma di governo – scrive Fioramonti – Bene. Ricordo ai colleghi Movimento 5 stelle cosa era scritto nel programma elezioni 2018, in cui chiedevamo 15 miliardi per rilancio scuola e ricerca. Che almeno 3 miliardi siano imprescindibili quest’anno. Ne vale del nostro futuro come Paese’.

Lo stralcio del programma elettorale 2018 del M5S

Di seguito, Fioramonti pubblica uno stralcio di quel programma elettorale del Movimento 5 Stelle dove, in particolare, si dice:
‘La scuola deve essere il motore per la costruzione di una società aperta e solidale, ispirata ai valori di umanità, uguaglianza, tolleranza e civiltà sui quali si fonda la nostra Costituzione. Desideriamo formare cittadini consapevoli, autonomi e responsabili, curiosi e dotati di spirito critico, in grado di affrontare le mutevoli sfide del futuro. Vogliamo che i nostri bambini e i nostri ragazzi s’innamorino della conoscenza e costruiscano il sapere in maniera autonoma, continuando a formarsi lungo tutto l’arco della vita. Per raggiungere questi obiettivi 6 necessario riportare la scuola statale italiana al centro del sistema Paese, portando la spesa pubblica per l’istruzione alla media europea. Il MoVimento 5 Stelle intende invertire la politica dei tagli lineari, assicurando maggiori risorse alla scuola e garantendo, nel medio periodo, uno stanziamento aggiuntivo di 15 miliardi complessivi per il comparto istruzione (scuola, università e ricerca).’