Comunicato Feder ATA
Comunicato Feder ATA

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dalla Direzione Nazionale Feder. ATA in merito all’emergenza coronavirus in Italia e alla gestione delle problematiche da parte del Governo Conte. Il comunicato è indirizzato proprio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e ai sig.ri Ministri.

Comunicato Feder. ATA su emergenza coronavirus

Egregio prof. Conte, illustri sig.ri Ministri,
alle ore 18,16 del giorno 01 marzo 2020, non è ancora stato varato ufficialmente il nuovo Decreto che dovrebbe dare nuove indicazioni per contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nelle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, ma riguardante anche altre regioni Friuli Venezia Giulia in testa, dove sono stati riscontrati casi di CORONAVIRUS, in particolare se le scuole rimarranno chiuse o saranno sospese le lezioni.

Purtroppo, stando alle bozze che circolano sui vari siti internet e alle dichiarazioni del Ministro per gli Affari regionali e l’autonomia, Francesco Boccia, il nuovo DPCM modificherebbe quanto contenuto nel D.L. n.6 del 23 febbraio 2020 all’art. 1 comma 1 lettera d nella parte riguardante la chiusura delle scuole con la sospensione delle attività didattiche e quindi il rientro a scuola del personale ATA.

Che amarezza. Anche in questo caso, in cui ci sono vittime e persone malate alle quali va la nostra vicinanza e il nostro affetto, l’attuale Governo fa emergere le solite problematiche del mondo della scuola che rispecchiano purtroppo un modus vivendi generalizzato che non favorisce certo il superamento dell’emergenza.
Essendo veramente preoccupati per i dipendenti scolastici e per gli utenti, chiediamo con forza che prima di far entrare tutto il personale nelle scuole si proceda ad una vera sanificazione e disinfezione, che non è di competenza delle scuole, e quindi dei collaboratori scolastici, bensì degli enti locali, tenendole chiuse per il tempo strettamente necessario.
Inoltre, le scuole, contrariamente a quanto recita la bozza del nuovo Decreto legge all’art. 3 comma 1 lettera c “nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani”, NON HANNO RICEVUTO NULLA.

Ricordiamo che la scuola, essendo un comparto pubblico diverso dalle altre amministrazioni statali perché ha un enorme bacino di utenza in larga parte formata da minori con i quali è a contatto anche il personale amministrativo tecnico ausiliario come lo sono i docenti, non può pertanto, in questa situazione di cause di forza maggiore, essere chiusa per i ragazzi e aperta per il personale ATA se non viene effettuata prima una sanificazione e disinfestazione da parte degli enti locali, a meno che Voi Governo non vogliate farla fare in presenza del personale.

Avete fatto la riunione con gli enti locali per programmare la sanificazione e la disinfestazione?

Ravvisiamo nelle vostre disposizioni e in certe affermazioni una discriminazione, come se il personale Ata fosse immune dal contagio, perché il diritto alla salute deve essere garantito per tutti, alunni, dirigenti, docenti e ata e non solo per una parte. La tutela della salute come bene supremo fondamentale va garantito e in modo uniforme ed omogeneo su tutto il territorio nazionale visto che ormai sono 13 le regioni coinvolte.

Purtroppo sembra che l’attuale Governo, ma soprattutto il Ministro dell’istruzione neo dirigente scolastico non abbia cognizione di causa in materia e riteniamo che, facendo entrare nelle scuole “chiuse” solo il personale ATA, ve ne dobbiate assumere ogni responsabilità.

Non vogliamo creare inutili e dannosi allarmismi ma collaborare con le Istituzioni per cercare di arginare quanto prima questa emergenza e per tutelare in primis i nostri alunni e rimaniamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento e/o suggerimento, ma se non ci sarà una presa d’atto delle Istituzioni saremo pronti a proclamare immediatamente lo stato di agitazione per tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.