Scuola, mancano i docenti al Nord: 'Altro che Covid, ecco qual è il vero problema'
Scuola, mancano i docenti al Nord: 'Altro che Covid, ecco qual è il vero problema'

Avvio anno scolastico 2020/21 particolarmente difficile per quanto riguarda la mancanza di docenti, soprattutto al Nord: una problematica non certo nuova visto che si ripresenta puntualmente ogni anno, con numeri, però, costantemente in aumento.

Alcuni giorni fa, ‘Il Corriere della Sera‘ ha parlato della questione riportando le dichiarazioni di alcuni esponenti sindacali che sottolineavano il fatto che i docenti del Sud, quest’anno, sarebbero restii a trasferirsi al Nord per paura di nuovi lockdown dovuti al Covid.

Mancano docenti al Nord, Margherita Stimolo: ‘Non è questione di Covid ma di vincolo quinquennale’

A questo proposito, ‘Orizzonte Scuola‘ ha parlato con il presidente del Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati, Margherita Stimolo, la quale ha tenuto a precisare che non si tratta affatto di una questione di Covid-19 ma di ‘blocco quinquennale e costi della vita’.La docente ha ricordato la lotta intrapresa contro il blocco quinquennale imposto ai trasferimenti, ai passaggi di cattedra e passaggi di ruolo: molti docenti, inoltre, non potranno accedere alla mobilità annuale, ovvero le utilizzazioni o le assegnazioni provvisorie. Le uniche eccezioni sono rappresentate dalla sovrannumerarietà e l’assistenza a un familiare disabile.

Margherita Stimolo: ‘Impossibile trasferirsi al Nord, la continuità didattica è una scusa’

Il vincolo quinquennale è una delle principali ragioni del fallimento delle immissioni in ruolo 2020/21. Margherita Stimolo ha sottolineato come sia impossibile, per un docente, trasferirsi al Nord con stipendi da fame che non permettono di sostenere l’altissimo costo della vita, a cominciare dall’affitto per la casa.

‘La continuità didattica è una scusa – ha dichiarato la docente a ‘Orizzonte Scuola‘ – i dirigenti ci cambiano sempre di classe anno dopo anno’.

Margherita Stimolo ritiene che le nuove GPS di quest’anno non fossero male come idea ma tutto si è svolto frettolosamente e si è arrivati ad un nuovo fallimento. Si è detta, infine, d’accordo, sulla stabilizzazione dei cosiddetti ‘precari storici‘ di terza fascia.